Nuovi incarichi a Viola e Merz, Maestri: “Mancando il coraggio di nominare direttamente gli 'amici', si ricorre ad una selezione pubblica"
L'intervento della consigliera provinciale dopo la decisione della Giunta Fugatti di nominare Walter Viola e Andrea Merz alla guida di due Unità di Missione Strategica della Provincia: una in materia di “agricoltura” ed una dedicata alla “resilienza abitativa, sostenibilità ed assegno unico”

TRENTO. “Mancando il coraggio di nominare direttamente gli 'amici', si ricorre ad una selezione pubblica, illudendo così e inutilmente altre persone che forse non godono di preventivi accordi e di patti 'parasociali'”.
Usa queste parole la consigliera del Partito Democratico, Lucia Maestri, in merito ai due nomini vincitori della selezione pubblica per la direzione di due Unità di Missione Strategica della Provincia: una in materia di “agricoltura” ed una dedicata alla “resilienza abitativa, sostenibilità ed assegno unico”.
Come riportato da il Dolomiti (QUI L'ARTICOLO), negli scorsi giorni sono arrivate le delibere per assegnare le guide rispettivamente finite a Walter Viola e Andrea Merz. I nomi circolavano già da parecchie settimane. Già a fine febbraio avevamo anticipato che tra i corridoi si vociferava di vincitori già certi, di politici di ritorno e amici di vecchia data.
Walter Viola, attuale direttore della Fondazione Demarchi, è stato consigliere provinciale tra il 2003 (con Forza Italia), il 2008 (con il Pdl) e nel 2013 con Progetto Trentino, una legislatura quest'ultima conclusa a rinforzare la squadra del Patt. Andrea Merz, invece, amico del governatore leghista. Nel 2022 era stato chiamato a tenere le fila del servizio agricoltura e, per questo, si era dimesso da direttore tecnico di Trentingrana Concast.
Per quanto riguarda il bando di avviso pubblico per coprire i ruoli dirigenziali delle due unità di missione strategiche della Pat, si tratta di incarichi “conferiti a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale, non rinvenibile nell’amministrazione”.
Parole queste, sulle quali la consigliera provinciale del Partito Democratico esprime dei dubbi. “Risulta strano che su migliaia di dipendenti provinciali – spiega - non esista nessuno in grado di assolvere a compiti dirigenziali, peraltro ancora imprecisati e indefiniti, ciò che rende ridicola l’intera vicenda è la finzione che vi aleggia. Mancando il coraggio di nominare direttamente gli 'amici', si ricorre ad una selezione pubblica, illudendo così e inutilmente altre persone che forse non godono di preventivi accordi e di patti 'parasociali'. Se questa è la trasparenza di questa Giunta provinciale, c’è di che esserne molto preoccupati, per il presente e per il futuro”.














